Assoluzione Piena in Tribunale per il compagno professore Eros Barone

 

 

Finalmente una buona notizia. Mercoledi 14 Maggio 2014 il tribunale di Varese ha assolto con formula piena il compagno professore Eros Barone, querelato da Vanessa Prat, una militante del movimento Giovani Padani di Varese, per una lettera critica scritta dal compagno professore Eros Barone, nel 2006, in cui i leghisti venivano paragonati ai nazisti e definiti "xenofobi e razzisti". Il processo vedeva il nostro compagno seduto sul seggio degli imputati, difeso dall'avvocato Tatiana Ruperto, che ha rivendicato la libertà di espressione del suo cliente, libertà garantita dall'articolo 21 della nostra Costituzione. Non solo, ma per l'avvocato difensore, anche la sottigliezza satirica con cui il compagno Eros avrebbe avanzato le sue accuse politiche non sarebbero da ascriversi in termini calunniosi, ma al senso critico riconosciuto ampiamente dal nostro dettato costituzionale. Il Pubblico Ministero dell'udienza, rappresentato dal Dott. Marco Brunoldi, riconoscendo la fondatezza del capo di imputazione, chiedeva una condanna a 4 mesi di carcere e a 400,00 euro di multa. L'avvocato di parte civile, Gianfranco Orelli, ha sottolineato ampiamente la natura offensiva e violenta delle affermazioni dell'imputato, dato che, equiparare un politico ad un nazista, significa equiparare la stessa persona al massimo grado di criminalità raggiunto dalla storia dell'umanità. Il Giudice del Tribunale di Varese, Dott.ssa Anna Azzena, ha assolto in primo grado il compagno professore Eros Barone, con la motivazione che il fatto non sussiste e che le affermazioni contenute in quell'articolo del 2006 rientrano perfettamente nei limiti di critica, riconosciuti ampiamente dall'articolo 21 della nostra Costituzione, anche se sono perfettamente opinabili, quando sono esercitati in ambito politico. Quindi, stando alla sentenza, il compagno Eros Barone avrebbe esercitato in modo legittimo il suo diritto di critica politica. Una buona notizia per il compagno Eros e una sconfitta dei leghisti di Varese che con l'azione intimidatoria legale volevano mettere a tacere una voce politicamente critica, che più di altre aveva ferito il tallone d'Achille del movimento leghista locale, scoprendone i lati oscuri e ideologicamente più deboli. Questa vicenda ci insegna che nel nostro paese si preferisce spendere tempo e denaro nel reprimere voci critiche al potere dominante, piuttosto che impiegare quei soldi e quelle risorse contro la vera criminalità e la corruzione politica, che dominano incontrastate il panorama economico, sociale e politico del nostro paese.

 

Al compagno Eros vanno le felicitazioni di tutti i compagni del Circolo Culturale Proletario di Genova per la maniera con cui si è concluso il travagliato iter giudiziario.